quattropiudue/ Giugno 30, 2019/ Approfondiamo insieme, Blog/ 0 comments

Immaginate di avere tra le mani un blocco di creta grezzo. Esso può diventare un bellissimo vaso o rimanere un mucchio di terra informe.

Molto di quello che sarà il vostro cucciolo da adulto si gioca dalla 4° alla 12° settimana di età. In questa fase il cane impara a capire chi e cosa sarà un amico, e invece da cosa si deve fuggire.

Se il cane in questo periodo conosce le situazioni (ambienti, persone, cose, macchine, rumori, cani), con cui si troverà ad avere a che fare da adulto, ci ritroveremo un cane equilibrato a suo agio in ogni contesto.

Questo però non significa buttare il cane in mezzo al mercato, in un parco con cani o in ambienti super affollati o trafficati.

Si deve invece andare avanti in maniera graduale e abituare il cane a situazioni e stimoli di intensità crescente, o produrremo il risultato contrario: spaventeremo il cucciolo e sarà poi difficile tornare indietro.

Quindi la socializzazione non riguarda solamente il fatto di conoscere gli altri cani?

Assolutamente no, spesso si riduce il “periodo di socializzazione” a un semplice “fallo giocare con i cani”. Così facendo si dimentica che esiste una socializzazione primaria, che riguarda l’ambiente famigliare in cui è inserito l’animale. Il contesto dove vive il cane deve essere idoneo e deve avere il maggior contatto possibile con i membri del branco/famiglia. Da loro il cane imparerà i modelli comportamentali e di relazione che poi potrà trasferire nelle situazioni esterne. Il primo gruppo sociale e l’unico importante nella vita del vostro amico siete VOI.

Esiste poi una socializzazione secondaria in cui il cane apprende come relazionarsi con gli stimoli esterni, gli ambienti, i conspecifici e gli altri bipedi che imparerà a conoscere.

Se seguite un percorso di socializzazione o meglio puppy class (2-4 mesi di età), non dovreste ritrovarvi in situazioni di solo gioco e qualche consiglio dell’esperto di turno.

Ci sarà invece un gran lavoro da fare. Ampliare la fiducia del cane negli estranei e controllare invece i soggetti eccessivamente esuberanti. Abituarlo a rumori, superfici, movimenti e situazioni varie. Spiegargli come giocare e relazionarsi con gli altri cani, ma soprattutto che la presenza di un suo conspecifico non vuole dire soltanto gioco. Aiutare lo sviluppo caratteriale in base alle attitudini di razza e l’individualità del singolo soggetto. 

Si dovrebbe evitare di inserire anche il cane in gruppi troppo numerosi di difficile gestione, ma soprattutto che potrebbero creare un grado di eccitazione troppo alto perché lui possa con serenità imparare la calma in presenza degli altri cani e poi concentrarsi sugli altri esercizi previsti.

Le attività non dovranno essere svolte esclusivamente in campo, ma anche in aree esterne ed urbane.

E per tutti quelli che temono che il cane, da grande, possa diventare uno “scemotto” incapace di avvisare di un pericolo o proteggere in casi di necessità, vi rassicuro subito: più un cane conosce le situazioni e le persone, meno li teme, e più sarà in grado di controllarsi e saper distinguere un pericolo reale da una situazione insolita, senza così diventare inutilmente aggressivo o “abbaione” verso tutto.

Non state seguendo un percorso guidato da un esperto? Fermo restando che, vista la delicatezza del periodo, sarebbe opportuno valutare ogni situazione e farsi guidare da un professionista, ci sono delle regole da scrivere stampate nella mente:

  • La socializzazione con i cani NON è al guinzaglio, il cucciolo deve imparare a giocare e comunicare libero di potersi allontanare e muovere;
  • Non portate il cucciolo a socializzare al parco. È impossibile conoscere il carattere dei cani presenti e le brutte esperienze a questa età possono essere disastrose ;
  • Non socializzare il cucciolo con più di un adulto sconosciuto alla volta, in natura una situazione così è anomala e l’esperienza potrebbe inibire il cucciolo ;
  • Un cucciolo troppo esuberante e incontrollabile in presenza di cani, spesso però ha bisogno di incontri con adulti equilibrati e calmi, che sappiano dare il giusto spazio al gioco, alternando con momenti di pausa e calma ;
  • Fate attenzione a non mettere il cucciolo in mezzo a tanti bambini che lo toccano di continuo. Non dovrà essere accarezzato, spesso anche contro la sua volontà, da tutte le persone che incontra. Persone e bambini devono essere piacevoli, non un fastidio, ma neanche fonte di eccessiva eccitazione ;
  • Evitate di mettere il cucciolo in situazioni di disagio per lui o in posti troppo stimolanti (centro città all’orario di punta, senza che prima sia mai passato di lì in orari più tranquilli) ;
  • Se si spaventa di qualcosa, non ridete e non fate finta di nulla. Aiutate il cucciolo con calma e senza forzare un avvicinamento, così da superare quella paura. Non consolatelo con una carezza, ma piuttosto sdrammatizzate e aiutate il cane a superare la difficoltà con toni allegri e comportamenti giocosi.

Anche se la finestra sensibile si chiude intorno al quarto mese di età, la socializzazione del cane dovrà essere protratta almeno fino ai due anni di vita del nostro amico.

I primi quattro mesi sono solo più importanti perché quello che viene fatto o non viene fatto in quel periodo segnerà il carattere del vostro compagno da lì in avanti, ma il processo di socializzazione, di formazione del carattere e di apprendimento è continuo, costante e perdura per tutta la vita del cane. Come d’altronde funziona anche per noi.

Claudio Papa

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